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NOVITA’

Dopo una lunga attesa ,ma fruttuosa posso pubblicizzare la mia opera. In collaborazione con la associazione “un furetto in famiglia” , che potrete contattare a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/unfurettoinfamiglia?fref=ts

nasce e va in porto il nostro progetto, sono felice di presentarvi la mia favola

la copertina della favola

la copertina della favola

potrete acquistarla tramite la associazione, un progetto che nasce per raccogliere fondi per aiutare i furetti meno fortunati e di cui l’associazione si prende cura per poi permettere le adozioni.

GRazie a tutti ^^ coloro che mi han permesso questo

Nuova collaborazione

Cultura:

http://ilblogdipan.blogfree.net/

https://www.facebook.com/ilboscodipan?fref=ts

TRASFORMAZIONE

ci si trasforma, ogni giorno è un nuovo passo, il  blog rimane il medesimo, l’essenza va in evoluzione, la fata si trasforma, ma è sempre lei😉

a presto

Deinèè

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COLLABORAZIONI

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articoli hand made

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Libreria:

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Forum:

http://eleonico.altervista.org/ (esoterico)

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Blog:

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STELLE PERDUTE

Fluttuano lucciole
nel manto notturno,
son stelle cadute
che van sognando l’Universo.

lucciole

CHAKRA SECONDARI

CHAKRA SECONDARI
Si sente spesso parlare dei Chakra primari, che sono sicuramente quelli più conosciuti, ma per chi è affine al “mondo” della meditazione,
risultano importanti, anche, quelli minori, o secondari.
Questi centri energetici sono 21 collocati:
– in corrispondenza di ciascun occhio,
– anteriormente a ciascun orecchio,
– sull’incontro delle clavicole,
– in corrispondenza del timo,
– sopra ciascun seno,
– in corrispondenza del plesso solare,
– in corrispondenza dello stomaco,
– due a livello della milza,
– sul fegato,
– palmo delle mani,
– in corrispondenza delle gonadi,
– dietro ogni ginocchio,
– sotto la pianta dei piedi.
Questi chakra si formano all’incontro di 14 Nadi, che rappresenta una sorta di rete sottile di canali, infatti in sanscrito la parola nadi corrisponde a “canale” o “vena”, questi hanno la funzione di collegamento e permettono di convogliare le energie vitali, ossia il prana, attraverso i vari centri sottili (chakra) del corpo umano proprio per alimentarne le varie parti. Le Nadi si incrociano lungo la colonna dei chakra principali e secondari, anche questi ultimi centri privilegiati di contatto fra il corpo materiale e il corpo energetico.
Tre sono le Nadi considerate le principali in quanto governano l’intera circolazione del Prana nei processi corporei: Ida, Pingala e Sushumna.
Sushumna risulta il più importante, E’ la Nadi che corre esattamente al centro della colonna vertebrale ed è sovrapponibile, come posizione e funzione, al sistema nervoso cerebrospinale.
Si dice che nelle normali condizioni di esistenza Sushumna Nadi sia dormiente in tutti gli esseri; perciò, finché Sushumna è in questo stato non espresso, tutte le altre Nadi sono alternativamente sotto l’influenza positiva e negativa di Ida e Pingala.
Le Nadi sono attive quando il flusso del respiro fluisce attraverso la loro narice corrispondente. Quando, attraverso le tecniche del Pranayama (cioè dell’estensione della coscienza del respiro e del flusso vitale), stabiliamo un’armonia fra le due polarità e quindi abbiamo un fluire bilanciato del respiro attraverso entrambe le narici, Sushumna diventa pronta per accogliere la salita del grande potere di Kundalini, il serpente che si risveglia nel Muladhara Chakra. L’energia kundalini rappresenta l’energia cosmica creativa, nella maggior parte delle persone solo una piccolissima parte di questa energia scorre attraverso questa nadi. Kundalini fornisce ai chakra dell’individuo le vibrazioni necessarie, perché nel corso dell’evoluzione egli acquisisca le diverse capacità materiali ed energetiche utili alla sua esistenza. Man mano che la kundalini sale, la sua energia si tramuta in vibrazioni diverse per ogni singolo chakra.
Ida, scorre lungo la parte sinistra del corpo. Sorge dal plesso sacro-coccigeo, a sinistra, e termina alla radice della narice destra. Dal suo punto di partenza alla base della colonna vertebrale scorre nei cinque plessi principali o Chakra.
L’energia veicolata da questa Nadi è la polarità negativa, intesa come flusso di Citta, l’energia mentale della coscienza. Essa è simboleggiata dalla luna, è chiamata quindi anche Chandranadi (canale lunare). Ida ha la funzione di acquietare e rinfrescare il corpo. Le sue funzioni sono assimilabili a quelle del sistema nervoso parasimpatico; ha il compito di introvertire e conservare l’energia per attivare determinati visceri, aiutare la secrezione di enzimi nell’apparato digerente, aumentare la peristalsi e vuotare la vescica; dal punto di vista mentale diminuisce l’identificazione con la struttura dell’Ego, per cui viene lasciato maggior spazio alla creatività, alla libertà delle idee, all’intuizione.
Pingala, invece, veicola la polarità positiva. Sorge dalla parte destra del plesso sacro-coccigeo e termina alla radice della narice sinistra. Come Ida, sale a spirale lungo la colonna vertebrale e con essa s’incontra nei cinque Chakra principali.
Mentre Ida li attiva negativamente, Pingala li influenza positivamente; è perciò chiamata la Nadi solare o Surya Nadi. Il funzionamento di Pingala è sovrapponibile a quello del sistema nervoso simpatico che attiva il metabolismo: quindi stimola l’emissione di adrenalina, con conseguente accelerazione del battito cardiaco; crea costrizioni nei vasi sanguigni della pelle e del sistema digerente; rallenta i movimenti peristaltici.
Dal punto di vista mentale, in Pingala il senso dell’Ego è incoraggiato e la consapevolezza è rivolta verso l’esterno.
Oltre ai tre canali principali ve ne sono altre migliaia di dimensioni inferiori che provvedono ad irradiare di energia ogni singola parte del reticolo che costituisce il corpo eterico e, di riflesso, quello fisico.
Un calo del livello di energia in una qualsiasi parte di questa rete provoca un indebolimento nel sistema difensivo ed immunitario più propriamente fisico. Nel caso di un protrarsi di questo squilibrio gli effetti non tardano ad esteriorizzarsi sottoforma di malattie o disturbi più o meno gravi.
Ripristinare il flusso energetico all’interno del proprio involucro eterico e contribuire a mantenerlo efficiente e “carico” è uno degli obiettivi dello Yoga, che costituisce una barriera contro le influenze negative circostanti.
Anche i Chakra secondari divengono, quindi , importanti per la regolazione dell’energia nei distretti corporei loro assegnati. Tra quelli più conosciuti troviamo quelli al centro del palmo delle mani, in stretta connessione con il Chakra del cuore, e il Chakra della pianta del piede, che sono invece in relazione con il Chakra della radice.
Ci tengo a precisare, ma è cosa conosciuta per chi già pratica la meditazione , che più un individuo sarà consapevole che dei suoi centri energetici, tanto maggiore sarà la quantità di energia kundalini che sarà in grado di raggiungerli e quanto più intenso sarà questo processo, tanto più attivi saranno i chakra i quali determineranno a loro volta un ulteriore sviluppo della consapevolezza.
In questo modo, quando iniziamo ad eliminare i blocchi nei chakra e a proseguire lungo il cammino dello sviluppo interiore, poniamo in essere un ciclo continuo di azioni e reazioni.
A tal proposito, avrei piacere a rimandarvi a questo link, dove oltre all’apertura e all’allenamento / potenziamento dei chakra primari, vengono presi in considerazione i secondari :
http://eleonico.altervista.org/index.php?/forum/67-chakra/

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in collaborazione con: http://distesedipizzo.blogspot.it/

CHAKRA E MEDITAZIONE

Il termine Chakra deriva dallo sanscrito e il suo significato è ruota, ma anche vortice o plesso. Rappresentano punti energetici collocati in varie zone del corpo e si possono suddividere in primari e secondari. Ogni chakra ha un suo nome e un suo “significato” e a seconda della zona di riferimento possiedono “qualità” prestabilite in associazione anche a caratteristiche comportamentali.
È importante sapere che si parla spesso di chakra aperti e chiusi, in realtà non vi può essere una vera e propria chiusura dello stesso, per cui , personalmente , preferisco parlare di “potenza o allenamento” del chakra in questione.
Girando su internet vedremo che esistono variegate fonti di riferimento per far fronte all’argomento, un luogo che ho trovato stimolante e attivo è il sito http://eleonico.altervista.org/ dove esistono esercizi di riferimento sia per l’apertura che per l’eventuale potenziamento di questi centri energetici. Spesso e volentieri nelle ricerche ho notato che vengono ben descritti i collegamenti di questi chakra alle caratteristiche comportamentali, ma altrettanto spesso ho denotato che non vi sono spiegazioni proprio su come, eventualmente, “potenziare” gli stessi, o ancora come questi potessero essere in qualche modo “avvertiti”.
È proprio la meditazione, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale , filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche, che in questo caso ci viene in aiuto. Classicamente, durante la meditazione o l’esercitazione per i chakra, l’energia viene percepita attraverso calore, vibrazione, formicolio, questo varia, comunque , da persona a persona.
Attraverso studi si è potuto effettivamente appurare che la pratica della meditazione apporta benefici psico-fisici all’uomo, io stessa ne vedo i risultati, bastano anche solo 10 minuti al giorno per risentire degli aspetti positivi dell’azione meditativa. Ci tengo , comunque, a sottolineare che dovrebbe essere una pratica costante, in quanto, soprattutto all’inizio, saltare quei pochi attimi porterebbe ad annullare i benefici ottenuti con quelle precedenti.
Tra i primari possiamo ritrovarne 7, ad ognuno di essi è legata una zona e un colore. Possiamo partire alla base della colonna vertebrale , tra la zona genitale e l’ano , per intenderci, e risaliremo seguendo la colonna stessa fino alla sommità del capo , con l’ultimo ma più “potente” chakra.
Il primo chakra prende il nome di Muladhara, e rappresenta il chakra della radice, a questo viene associato il colore rosso. Viene rappresentato da un fiore di loto a 4 petali. Sarebbe collegato a reni e ghiandole surrenali. Le sue funzioni fisiologiche riguarderebbero la produzione del sangue e delle ossa e le attività riproduttive. Perdite materiali chiuderebbero questo chakra. Da lui arriverebbe una “energia terrestre” e la sua chiusura produrrebbe la sensazione che “manchi la terra sotto i piedi”.
La sua funzione principale sarebbe legata al corpo materiale, all’istinto di sopravvivenza e produrrebbe un senso di armonia fisica e mentale in rapporto alla natura, soddisfacendo i bisogni primordiali. Il suo allineamento è verso l’alto, andrebbe visto come un triangolo il cui vertice va appunto verso l’alto.
Qui potrete trovare l’esercizio pratico con cui poter “attivare” il vostro primo chakra : http://eleonico.altervista.org/index.php?/topic/192-come-aprire-il-1%C2%B0-chakra/ e girando per la sezione, anche quelli in riferimento agli altri, sia primari che secondari.
Il secondo chakra , viene chiamato Swadhistana, associato al colore arancione, si situa sul ventre ed è il chakra del centro pelvico. Controllerebbe l’apparato riproduttore, le gonadi, le ovaie, l’utero, la vescica, la prostata. Grazie ad esso l’uomo e la donna godrebbero ed offrirebbero piacere sessuale. È descritto come un centro molto energetico. Rappresentato dal fiore di loto a 6 petali è legato al mondo materiale, al piacere fisico, alla gioia di vivere, al desiderio. Un suo cattivo funzionamento deriverebbe da conflitti nella sfera sessuale, come tradimenti, abusi, litigi.
Il Manipura, o plesso solare, è il nostro terzo chakra. Simboleggiato da un fiore di loto a 10 petali è situato appena sotto il diaframma. Viene associato al benessere individuale e collettivo, all’accettazione del prossimo, alla forza di volontà individuale. Sarebbe legato allo stomaco, all’intestino, al fegato, alla colecisti, alla milza, al pancreas. Si bloccherebbe a causa di grandi spaventi (con contrazione dello stomaco) o per reazione a situazioni o persone che non vengono accettate e tale blocco provocherebbe incapacità di rimanere calmi, scoppi d’ira, iperattività, disturbi di origine nervosa.
Anahata è il chakra del cuore, situato a livello del plesso cardiaco, dietro lo sterno, è rappresentato dal colore verde e il suo fiore di loto è costituito da 12 petali. Lo sviluppo non corretto o il blocco del chakra del cuore causerebbero sentimenti d’insicurezza. Da questo chakra centrale dipenderebbero tutti gli altri. Sarebbe la sede dello Spirito, la fonte della forza onnipotente,viene associato ad una personalità sana e dinamica, piena di amore e compassione e all’amore per la famiglia. Si chiuderebbe in caso di conflitti in famiglia, abbandono, perdita di un caro. Tale chiusura si ripercuoterebbe col tempo su cuore e polmoni e causerebbe polmoniti, asma, malattie cardiache.
Il quinto chakra, quello della gola, è chiamato Vishudda, dal colore blu è situato nell’incavo della gola per la donna, e a livello del pomo di adamo per l’uomo. Il suo fiore di loto è costituito da 16 petali, sarebbe responsabile del funzionamento del collo, della lingua, della nuca, della bocca, delle orecchie, del naso, dei denti. Attraverso esso si attuerebbe la comunicazione con gli altri, A livello fisiologico, controllerebbe il funzionamento della tiroide. Con il chakra aperto la persona comunicherebbe con voce chiara e ferma, mentre si chiuderebbe quando viene bloccata l’espressione della propria personalità e quando c’è insoddisfazione per il proprio lavoro o per i propri studi. La chiusura causerebbe mancanza di voce, torcicollo e malattie della gola e della tiroide. Quando aperto permetterebbe di comunicare in modo chiaro, persuasivo e convincente.
Ajna, è il terzo occhio, Questo centro nel corpo fisico è rappresentato dall’incrocio dei due nervi ottici nel nostro cervello (il “chiasmo ottico”) e controllerebbe il funzionamento della ghiandola pituitaria e gli occhi. Un affaticamento eccessivo della vista nuocerebbe a questo chakra che sarebbe anche danneggiato dai cattivi pensieri. Permetterebbe di pensare al futuro, creare progetti, di sviluppare percezioni extrasensoriali come la capacità di vedere senza l’uso del senso della vista, di raggiungere stati mistici, di percepire l’ Aura (un campo che circonderebbe le persone). Permetterebbe, inoltre, di viaggiare nel cosiddetto “piano astrale”. Il chakra si chiuderebbe in caso di delusioni per la mancata realizzazione di un progetto di vita. Gli squilibri si manifesterebbero attraverso incubi, fenomeni psichici incontrollati o sgradevoli, mancanza completa di sogni, confusione mentale e con malattie collegate alla vista e mal di testa frontale. Il fiore di loto presenta due petali ed è di colore indaco o viola.
L’ultimo chakra, tra i primari, è quello della corona, Sahasrara. Sarebbe situato nella ghiandola pineale e costituito dalla riunione dei sei chakra. Prima della realizzazione del sé questo centro è chiuso dall’ego e dal superego. Illuminato dal risveglio della kundalini, diventerebbe simile a un fascio di fiamme dai sette colori che si integrano creando infine una fiamma di colore cristallo chiaro. Ciò corrisponderebbe alla libertà assoluta, alla gioia dello spirito, alla serenità, alla relazione tra la coscienza dell’individuo e quella dell’universo. Questo chakra si chiuderebbe in caso di “quasi svenimento” per evitare la perdita di coscienza e la fuoriuscita dell’anima. Nei mille petali del loto sono contenute tutte le lettere dell’alfabeto sanscrito. È di colore bianco ed è orientato verticalmente con il relativo imbuto che punta verso il cielo.
Come detto in precedenza, oltre ai sette chakra primari, abbiamo anche alcuni chakra secondari, ne esistono 21 e sono importantissimi nella distribuzione dell’energia al corpo. Fra di essi assumono una particolare importanza, a livello terapeutico, quelli posizionati nel centro dei palmi delle mani e quelli sotto i piedi, che garantiscono un buon radicamento per chiunque sia impegnato in un qualsiasi trattamento che metta in movimento le energie sottili.

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in collaborazione con il blog http://distesedipizzo.blogspot.it/

 

In questi giorni, in prima visione tv , sul canale mediaset Italia 1 è stato trasmesso il film “cappuccetto rosso sangue” diretto da Catherine Hardwicke e ispirato alla più classica fiaba dei fratelli Grimm.

“Valerie è una bellissima ragazza contesa tra due uomini: innamorata di Peter, suo amico di infanzia, ma promessa in matrimonio al più facoltoso Henry. I due, non volendo rinunciare al loro amore, decidono di fuggire, ma la morte della sorella di Valerie per mano di un lupo mannaro, che si aggira nella foresta intorno al loro villaggio, impedisce il loro piano. Per anni gli abitanti del villaggio hanno mantenuto una tregua con la bestia, offrendo un sacrificio animale mensile….”

Vediamo come protagonista una bella fanciulla bionda e delicata , interpretata da Amanda Seyfried, contesa dall’amore di due baldi giovani, il classico triangolo amoroso, il ricco e buono e il povero e ribelle. Sulla falsa riga del celebre film di “Twilight” ritroviamo una semplice storia d’amore all’interno di un contesto tetro-fantasy dove le ambientazioni son estremamente caratteristiche, ma la caratterizzazione dei personaggi, discreta inizialmente, si fa via via sempre più flebile.

Un film che modifica la storia inserendo il tassello “mistero” con la presenza del licantropo che da generazioni infesta il piccolo paese montano della nostra protagonista.

La presenza di un loop storico, la madre di Valerie visse il medesimo dilemma amoroso, rende la nostra storia poco movimentata, e di facile comprensione, niente colpi di scena se non quelli delle immagini più movimentate, regalateci dagli attacchi del nostro “bel” licantropo nero, vi è una forte focalizzazione sui sentimenti e le scelte fatte dai protagonisti, tralasciando l’aspetto  “esoterico” dell’avventura che poi dovrebbe essere quello che fa “girare” il film. A mio parere i personaggi son classici, seguono uno standard pre costituito, il buon pastore, padre Solomon, si presenta come il salvatore in stile  Van Helsing che arriva per distruggere il male “in nome di Dio” e che finisce per divenire lui stesso causa del suo male. La nostra bella protagonista, additata come strega, invidia? Diversità? La madre che cerca per la sua prole il male minore, costringendo l’amata figlia a “soffrire” quel che lei stessa ha patito.

Insomma, il film segue regole preconfezionate e ci spaccia una storia d’amore per una storia a  trama “horror” che poi , invece ,non è. Nonostante questo ho trovato il film piacevole, la trama un poco blanda, ma ottime le ambientazioni e lo studio dei colori scenici, dove , ovviamente , il rosso del mantello spicca.

cappuccetto

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I BENTO

NUOVA MODA: BENTO MANIA IMPAZZA
Negli ultimi anni una moda sta prendendo piede : il bento.
Cosa è il bento? Il bento è un pranzo preconfezionato comunemente usato in Giappone. È quella scatolina che i nostri eroi degli anime tiravano fuori da sotto il banco all’ora di pranzo, pieno di leccornie e l’immancabile riso. Il bento è dotato di divisori interni, viene avvolto in fazzoletti o in borse speciali. Corredato di bacchette è fatto di vari materiali e dimensioni, alcuni comprendono anche compartimenti termici per tenere in caldo le vivande.
Viene sempre confezionato in modo da creare un pranzo esteticamente gradevole, il coordinato è ” d’obbligo”. Esistono parecchi libri appositi con numerose immagini che sembrano “opere d’arte” e possono prendere spunto dai personaggi dei cartoni animati che tanto abbiamo amato da bambini. L’estetica dei bento è essenziale, viene dato ai bambini per la scuola e agli adulti per l’ufficio, ma viene spesso usato anche per feste e pic nic.
In Giappone assumono anche valenze sentimentali, spesso, infatti, nei manga e negli anime le ragazze portano all’innamorato un bento fatto con le loro mani.
Si possono trovare, anche, nei negozi e nelle stazioni ferroviarie dei bento preconfenzionati pronti per essere assaporati con gusto.
Le sue origini nascono nel periodo kamakura, è andato poi raffinandosi con l’andare del tempo, inizialmente veniva mangiato durante un hanami o un tè.
Da alcuni anni a questa parte il bento entra a far parte anche dei pranzi italiani. Se entriamo in un motore di ricerca e scriviamo “bento” potremo trovare molti risultati che vanno da siti che spiegano come prepararne uno ad altri che li vendono. Tra i forum, invece, troviamo che uno dei più conosciuti è quello di “pazzeperilbento” che ha anche una pagina facebook.
Il bento rappresenta , nel nostro odierno ,un nuovo modo di mangiare, allegro e divertente con i suoi colori e le scatoline simpatiche ,ma ne troviamo anche di eleganti e raffinate, femminili, per bambini con personaggi della nostra infanzia o per uomini , essenziali nelle linee e sobri nei colori, insomma ne abbiamo per tutti i gusti. Diventa, quindi, anche un ottimo sistema per risparmiare sul pranzo fuori casa, un’alternativa al solito panino o insalata e un modo per tenersi in forma.

bento

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CARAMELLE

Zucchero a velo di nuvole

solcano un cielo d’anice,

caramelle al sole

sfama bocca golosa

di bambola d’alabastro.

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